L’accoglienza degli ospiti stranieri passa anche dalle informazioni che una struttura mette a disposizione nella loro lingua.

A giugno 2026 i viaggiatori stranieri hanno speso in Italia 6,8 miliardi di euro, con un aumento del 4,8% rispetto allo stesso mese del 2025. Nel secondo trimestre, le entrate turistiche dall’estero sono cresciute del 3,9%.

Il dato viene dalla Banca d’Italia. È una rilevazione su scala nazionale, non l’esito di un singolo hotel o B&B, ma aiuta a misurare il peso del turismo internazionale. E pone una domanda concreta a chi gestisce una struttura ricettiva: come viene accolta una persona che non parla la lingua del posto?

Due modi diversi di leggere i flussi

Per capire chi entra nelle strutture servono fonti diverse. La Banca d’Italia rileva il turismo internazionale attraverso un’indagine campionaria sui viaggiatori che attraversano le frontiere italiane — aeroporti, porti, strade e ferrovie — attiva dal 1996. È possibile approfondire la metodologia nella pagina dedicata all’Indagine sul turismo internazionale.

L’Istat misura invece le presenze effettive negli esercizi ricettivi. Nel secondo trimestre 2026 ha registrato arrivi in calo dello 0,8%, ma presenze in aumento del 3,9%. La permanenza media si è attestata su 3,15 notti.

Gli stranieri rappresentano il 61,6% delle presenze totali e si fermano più a lungo: 3,34 notti in media, contro le 2,88 notti degli italiani. Inoltre, le presenze straniere sono cresciute del 4,6%, a fronte del 2,7% delle presenze italiane.

Le due fonti si integrano. La Banca d’Italia fotografa il valore economico complessivo; l’Istat mostra quanto e come gli ospiti vivono l’esperienza nelle strutture ricettive.

Una permanenza media superiore a tre notti significa che la relazione con l’ospite straniero non si esaurisce al momento della consegna delle chiavi. Durante quel tempo, l’ospite deve orientarsi.

Ridurre l’incertezza dopo il check-in

Finito il controllo dei documenti, comincia la permanenza reale. L’ospite si trova a dover gestire la quotidianità in un luogo nuovo: capire gli orari della colazione, il funzionamento del Wi-Fi, le regole per il parcheggio o chi chiamare se qualcosa non funziona.

Poi c’è il territorio: dove mangiare, come raggiungere una piazza, cosa visitare nelle vicinanze.

Per chi vive in Italia, molte di queste cose sono immediate. Per un viaggiatore arrivato da un altro Paese, la distanza linguistica può aumentare l’incertezza.

Comunicare in più lingue non significa tradurre ogni parola o moltiplicare i materiali senza criterio. Significa rendere visibili le informazioni essenziali con indicazioni pratiche, frasi brevi e orari aggiornati.

Un’informazione non compresa equivale a un servizio non erogato. Una regola poco chiara può generare incomprensioni o richieste ripetute che sottraggono tempo allo staff.

Organizzare l’accoglienza multilingue

Migliorare la comunicazione multilingue richiede pochi passaggi mirati. Si parte dalle domande ricorrenti al banco, distinguendo con cura le necessità che precedono l’arrivo da quelle che emergono durante il soggiorno.

L’attenzione va data alle indicazioni pratiche e alla verifica dei dati: un orario errato o mai aggiornato crea più disagio di una risposta mancante.

Raccogliere questi contenuti in un punto unico e riconoscibile aiuta l’ospite a muoversi senza dipendere continuamente dall’assistenza del personale.

Per una piccola struttura, l’accoglienza multilingue non richiede necessariamente una grande quantità di materiali. Richiede soprattutto di scegliere le informazioni giuste, organizzarle bene e renderle comprensibili alle persone che arrivano.

Il ruolo della tecnologia

Su questa esigenza si inserisce GuesTravel, la guida digitale sviluppata per hotel, B&B e strutture ricettive.

L’ospite consulta la guida dal proprio telefono inquadrando un QR code, senza dover scaricare un’applicazione. All’interno trova le informazioni utili per il soggiorno, i servizi della struttura e i punti di interesse della zona.

Il gestore aggiorna orari e schede dal pannello di controllo, con la possibilità di offrire i contenuti in più lingue: tre sono incluse, con estensioni fino a sette su richiesta.

La guida non si sovrappone ai gestionali dedicati al check-in o alla burocrazia: si concentra sull’informazione di servizio.

Uno strumento del genere non sostituisce la presenza umana, ma rende più accessibile il soggiorno a chi arriva da lontano.

Gli ospiti stranieri chiedono chiarezza su dove si trovano e su come muoversi. Rispondere nella loro lingua è un modo diretto per farli sentire accolti.

La domanda per i gestori

Gli ospiti stranieri non hanno bisogno soltanto di una camera. Hanno bisogno di capire dove sono, come funziona la struttura e come possono vivere il soggiorno.

Fornire queste informazioni nella loro lingua è un gesto concreto di ospitalità.

Nelle vostre strutture, come sono organizzate oggi le informazioni per chi non parla italiano?

 

Scopri GuesTravel

 


  • Banca d’Italia — “Il turismo internazionale in giugno 2026”, pubblicato l’11 settembre 2026.
    Leggi il documento completo

  • Banca d’Italia — Indagine sul turismo internazionale.
    Informazioni sull’indagine campionaria, attiva dal 1996, e sulle relative pubblicazioni.
    Consulta la pagina dell’indagine

  • Istat — “Flussi turistici – II trimestre 2026”, pubblicato il 14 settembre 2026.
    Fonte dei dati su arrivi, presenze, permanenza media e clientela straniera.
    Leggi la pubblicazione Istat

  • GuesTravel — guida digitale di Guestips per le strutture ricettive.
    Scopri GuesTravel